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Parrocchia San Nicola di BariTorelli di MercoglianoDiocesi di Avellino

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Parrocchia San Nicola di Bari
Torelli di Mercogliano
Diocesi di Avellino
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Torelli di Mercogliano
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Carissimi amici benvenuti, il sito vuole essere un’occasione di conoscenza della vita e delle attività della nostra Parrocchia che è situata a Torelli, una frazione del Comune di Mercogliano situato in Provincia di Avellino. Vorremmo anche essere nel nostro piccolo, una finestra aperta sul mondo e contribuire a far conoscere qualcosa del nostro paese che come tutte le realtà della nostra Campania vive certo situazioni difficili, ma è anche ricca di umanità e notevoli potenzialità. Speriamo di poter con questo mezzo contribuire alla reciproca conoscenza ed alla diffusione del Vangelo che è la nostra prima speranza.
Il Parroco
Don Modestino Limone
Uniti nella preghiera ce la faremo
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30 GENNAIO 2022 -IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO- ANNO C
Geremia è chiamato da Dio ad essere profeta delle nazioni (prima lettura); Gesù si presenta come il profeta che compie la sua missione nel modo voluto da Dio (vangelo); la Chiesa è una comunità di profeti. Ma che cosa vuol dire essere profeta? Il profeta è la coscienza critica del popolo, una coscienza critica non tanto in nome della ragione, quanto in nome della parola di Dio. Il profeta perciò è un «essere-contro» (prima lettura); egli smaschera, ovunque si trovino, le subdole complicità del male: denuncia i vizi del popolo, la falsità del culto, gli abusi di potere, ogni forma di idolatria, di ingiustizia, di «catturazione» di Dio. La denuncia profetica è «giudizio di Dio» sulle vicende umane e insieme comunicazione del suo santo volere. E’ sempre perciò un invito alla conversione del cuore, personale e collettiva. E opera di un amore appassionato per gli uomini e per Dio. Il profeta è il difensore degli oppressi, dei deboli, degli emarginati; sempre dalla loro parte; è la loro voce; è la voce di chi non ha voce; è chiamato ad essere responsabile di Dio di fronte agli uomini e responsabile degli uomini di fronte a Dio. Il profeta è l’uomo della speranza. La denuncia del male non lo inacidisce; egli guarda avanti con fiducia. Nei momenti più duri della storia del popolo eletto (deportazioni, esilio, sofferenze) le parole del profeta sono parole di consolazione e di fiducia. Denunciata l’infedeltà del popolo, il profeta annuncia la fedeltà di Dio, su cui si fonda solidamente la speranza. Il  profeta è l’uomo della «alleanza». E un uomo che ha visto Dio: non certo Dio in se stesso. Dio resta sempre al di là, è sempre un Dio «nascosto». Il profeta vede ciò che Dio fa, vede il suo piano di amore, fa una lettura divina degli eventi umani. Come Corpo di Cristo, la Chiesa partecipa al carisma profetico del suo Capo. Essa ha l’autorità di leggere gli eventi nella fede, in rapporto a quanto e stato compiuto una volta per sempre in Gesù Cristo, e a quanto deve essere ancora compiuto perché il Corpo raggiunga la sua statura adulta.
Devozione del mese di gennaio
A Gennaio la devozione è dedicata al Santissimo Nome di Gesù, perché otto giorni dopo il Natale San Giuseppe l’ha circonciso dandogli il sacro nome. La Chiesa celebra otto giorni dopo il Natale la festa del Santissimo Nome di Gesù. L’angelo disse a Maria: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù” (Lc 1, 30-31). Per via delle feste che appartengono all’infanzia di Cristo, il mese di gennaio è diventato anche quello dedicato alla Santa Infanzia di Gesù. Questo culto devozionale è stato celebrato fin dalle origini della Chiesa. Infatti sembra già i santi Pietro e Paolo contribuirono alla sua diffusione, e successivamente, in epoca medievale, San Francesco d’Assisi ne fu un propugnatore. San Bernardino e i suoi confratelli fecero in modo che divenisse una festa liturgica. La devozione del Santissimo Nome di Gesù è incentrata sul potere del nome di Gesù, difesa e ornamento per i fedeli, protezione contro il male e prezioso talismano contro i demoni, le malattie e le infermità. Gesù avrebbe rivelato a Suor Saint-Pierre, carmelitana di Tour, l’Apostola della Riparazione, la devozione al Santo Nome di Gesù di Gesù, da recitarsi in questa occasione per offrire il proprio amore incondizionato a Gesù:
Sempre sia lodato, benedetto, amato, adorato, glorificato il Santissimo, il Sacratissimo, l’adoratissimo – eppure incomprensibile – Nome di Dio in cielo, in terra o negli inferi, da tutte le creature uscite dalle mani di Dio. Per il Sacro Cuore di nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento dell’altare. Amen
Periodo dell'anno liturgico
TEMPO ORDINARIO (PRIMA PARTE)
Il Tempo "Ordinario" comprende 34 o 33 settimane. Comincia il lunedì dopo la domenica che segue il 6 gennaio, e si protrae fino all'inizio della Quaresima; riprende poi il lunedì dopo la domenica di Pentecoste e termina il sabato che precede la prima domenica di Avvento. È il tempo più lungo dell'anno liturgico dedicato al "cammino" della Chiesa nella quotidianità della vita. Con la Chiesa e alla sua scuola, il cristiano si lascia condurre dalla parola di Dio per dare un significato profondo alle realtà ordinarie del lavoro, della famiglia, dell'impegno sociale. Sostenuto dallo Spirito Santo, conformerà la sua vita a quella di Cristo; con lui si consegnerà al Padre giorno per giorno fino all'approdo nel regno dei cieli dove Gesù ci ha preceduti e ci invita al banchetto delle sue nozze
Il vangelo dell'anno liturgico -ciclo C-
IL VANGELO SECONDO LUCA
Luca scrive con l'intenzione di fornire una narrazione ordinata e dettagliata prefiggendosi di presentare l'unica persona che può salvare l'umanità: Gesù, il Figlio di Dio. Egli si rivolge a un certo Teofilo che simbolicamente rappresenta tutti coloro che cercano Dio. Come uomo di scienza, essendo medico, non nega i miracoli, anzi si inchina dinanzi all'onnipotenza di Dio. Ricordiamo i contenuti più salienti come la nascita di Giovanni Battista e di Gesù, la fanciullezza di Gesù, la peccatrice pentita, il buon samaritano, il fattore infedele, il giudice iniquo, i discepoli di Emmaus. I temi ricorrenti sono la salvezza, l'interesse di Gesù per gli emarginati, l'importanza del discepolato, il compimento delle Scritture, la gioia per gli eventi legati a Gesù. Infine la morte di Gesù non è la fine ma l'inizio della storia della Salvezza.
Cammino Sinodale
Lo stile sinodale, come ogni altro stile, non è costituito da procedure codificate da applicare nei vari contesti comunitari o ambientali. È un insieme di cultura, di spirito, di teologico; è una disposizione comportamentale che tende a vivere e operare nello spirito del Vangelo. La fraternità battesimale, la comunione eucaristica, la collaborazione caritativa, la corresponsabilità leale e saggia ne sono i robusti capisaldi. Non esiste una formula infallibile della sinodalità, ciò che serve è il senso della Chiesa.  Le forme principali di stile sinodale per tutti sono tre: l'accoglienza, la convivialità, il dialogo. La diocesi, la parrocchia, la curia sono chiamate a praticare apertura piena della mente e del cuore.  Esse ricordano a ogni cristiano il gesto di accoglienza avvenuto all'inizio della loro vita, il gesto di accoglienza della Chiesa. Quel gesto caratterizza la loro esperienza di discepoli di Cristo e membri della Chiesa. Il cristianesimo è una religione conviviale: si pensa, si decide e si progetta tutti insieme. Il dialogo fra i cristiani deve essere rispettoso e costruttivo evitando che una opinione prevalga sulle altre. Si dovrà sempre trovare il modo di legare le varie opinioni alla luce dell'unico giudizio sul mondo che Dio ha pronunciato nella vicenda del Crocifisso.
      
L'angolo del libro
Questo angolo vuol essere per i nostri lettori una semplice guida per la scelta di un libro storico e/o religioso da leggere, Per i prossimi 20 giorni ci permettiamo di consigliare la lettura del seguente testo:


di Carlo Levi

"Eboli - dicono i lucani fra cui Levi mandatovi al confino dal fascismo - è l'ultimo paese di cristiani. Cristiano uguale uomo. Nei nostri paesi non si vive da cristiani, ma da animali": Carlo Levi è l'ambasciatore e il testimone - come afferma Calvino - di un altro mondo all'interno del nostro mondo.
Clicca sul titolo per visualizzare la copertina
Pillole di Letteratura Religiosa Antica
GIORDANO BRUNO
Filosofo (Nola 1548 - Roma 1600)- A 17 anni entrò nell'ordine domenicano. Sospettato di eresia andò girovagando di città in città. Visse per brevi periodi a Ginevra e a Tolosa. Nel 1582 andò a Parigi ove pubblicò il De umbris idearum e il Caudelaio. Nel 1585 a Londra pubblicò Cena de le ceneri e De la causa principio et uno. Nel 1590 in Germania pubblicò alcuni poemetti latini. Nel 1591 invitato da Mocenigo si recò a Venezia dove denunziato come eretico, fu arrestato e processato dall'Inquisizione nel 1592. Trasferito all'Inquisizione di Roma, rifiutò di ritrattare le sue opinioni onde per cui come eretico fu condannato al rogo che egli affrontò impavidamente a Roma in Campo dei Fiori nell'anno 1600.
Monumenti storici illustri
CONVITTO NAZIONALE "PIETRO COLLETTA" AVELLINO
Il convitto nazionale "P.Colletta" di Avellino venne solennemente inaugurato il 1/12/1831 ad opera dell'Intendente Valentino Gualtieri e del sindaco Francesco Villani. Il Real Collegio fu anche sede universitaria dal 1857 al 1861. Venne definito l'edificio più maestoso e più bello della città di Avellino. In questa istituzione scolastica-educativa hanno studiato gli uomini più illustri e famosi della provincia; generazioni di giovani sono stati istruiti ed educati al senso civico e all'amor di patria. Attualmente ospita quattro istituzioni scolastiche: Liceo Classico - Liceo Classico Europeo - Scuola Media - Scuola Elementare con un dirigente scolastico e tre collaboratori vicari.
Parrocchia San Nicola di Bari Torelli di Mercogliano (AV) Diocesi di Avellino C.F. 92105810649
Parrocchia San Nicola di Bari Torelli di Mercogliano (AV) Diocesi di Avellino C.F. 92105810649
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