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Parrocchia San Nicola di BariTorelli di MercoglianoDiocesi di Avellino

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Parrocchia San Nicola di Bari
Torelli di Mercogliano
Diocesi di Avellino
Parrocchia San Nicola di Bari
Torelli di Mercogliano
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Carissimi amici benvenuti, il sito vuole essere un’occasione di conoscenza della vita e delle attività della nostra Parrocchia che è situata a Torelli, una frazione del Comune di Mercogliano situato in Provincia di Avellino. Vorremmo anche essere nel nostro piccolo, una finestra aperta sul mondo e contribuire a far conoscere qualcosa del nostro paese che come tutte le realtà della nostra Campania vive certo situazioni difficili, ma è anche ricca di umanità e notevoli potenzialità. Speriamo di poter con questo mezzo contribuire alla reciproca conoscenza ed alla diffusione del Vangelo che è la nostra prima speranza.
Il Parroco
Don Modestino Limone
INFORMAZIONI
BOX FOTO
Notiziario e avvisi
AGENDA PARROCCHIALE DELLA SETTIMANA
1 marzo (venerdì)
  • ore 16:00 -Adorazione Eucaristica
  • ore 17:00 -Via Crucis
  • ore 17:30 -Celebrazione Eucaristica
  • ore 20:30 Adorazione Eucaristica comunitaria
2 marzo (sabato)
  • ore 15:30 -Catechismo di preparazione alla Prima Comunione 1° e 2° anno
  • ore 16:30 -Oratorio nel salone parrocchiale
  • ore 17:00 -Recita del Rosario
  • ore 17:30 -Celebrazione Eucaristica del fanciullo
3 marzo (III domenica di quaresima)
  • ore   9:00 / 11:00 -Celebrazione Eucaristica
BOX AZIONE CATTOLICA
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1 MARZO 2024 -III DOMENICA DI QUARESIMA- ANNO B
L'evangelista Giovanni introduce alla comprensione del significato della morte-risurrezione, vertice della vita e dell'opera di Gesù e del progetto del Padre. Per la Chiesa si tratta di capire il senso del proprio rinnovamento nell'adesione e nella sequela di Cristo. Con il gesto clamoroso, anche se storicamente poco appariscente, della purificazione del tempio (vangelo), Gesù mette in discussione l'istituzione più sacra della tradizione giudaica. Soprattutto è posto sotto accusa il modo comune di interpretare il rapporto con Dio. Il fatto che Dio abitasse nel tempio conduceva Israele alla presunzione di possedere Dio in modo definitivo, anche se la vita quotidiana non si lasciava trasfigurare dal rapporto unico e singolare che Dio aveva stabilito con il suo popolo. I profeti avevano più volte denunciato a chiare lettere l'illusoria sicurezza data dal formalismo religioso per riportare il culto ad integrarsi con la vita. Gesù si colloca in questa linea quando dichiara in modo perentorio la fine dell'istituzione templare, segno di un modo inadeguato di vivere il rapporto con Dio. Il gesto compiuto da Gesù è chiaramente provocatorio e scatena l'opposizione dei Giudei. Per giustificare la sua azione Gesù offre un segno: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Il tempio cui Gesù intende alludere è il suo corpo che sarà distrutto dalla morte, ma riedificato nella risurrezione. Santuario della divina presenza, e vero luogo dell'incontro con Dio è la persona di Gesù. Con la sua vita egli indica quale sia il vero culto che il Padre attende dal suo popolo: fare la volontà di Dio, aderire alla sua Parola, vivere la carità e la giustizia. Non è tanto allora il luogo sacro o il numero dei sacrifici che realizzano la comunione con Dio, quanto soprattutto quei segni ancora più espressivi di una profonda e genuina adesione interiore: l'offerta di sé, della propria obbedienza e volontà di conversione.
Devozione del mese di febbraio
Il mese di febbraio è dedicato allo Spirito Santo, la terza persona della Santissima Trinità. Lo Spirito Santo è Dio, e, nello stesso tempo, il dono d’amore che Dio riserva ai suoi figli devoti. Discende sui credenti come una fiamma ardente e rende le loro parole alate, in modo che possano giungere al Padre. Febbraio dedica le sue devozioni anche alla Sacra Famiglia, la famiglia per eccellenza, quella composta da Gesù, Giuseppe e Maria. Le preghiere e le litanie sono tutte dedicate a questo perfetto esempio di Amore e Fede, al quale tutti dovrebbero guardare per vivere in serenità e pienezza. Le devozioni alla Sacra Famiglia esprimono la volontà di fare ciò che piace a Gesù, Maria e Giuseppe e evitare ciò che possa dispiacere loro.
Periodo dell'anno liturgico
TEMPO DI QUARESIMA
Nella mentalità comune la Quaresima è considerata il classico tempo penitenziale, ma questa caratteristica non è primaria, né tanto meno esclusiva. La Quaresima dipende essenzialmente dalla Pasqua che per la sua massima importanza ha suggerito un periodo di preparazione attestatosi, nel corso del tempo, sul numero di quaranta giorni. È un numero simbolico molto significativo, ispirato ai quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto (e in tempi più lontani da Mosè sul monte Sinai) prima di iniziare il suo ministero pubblico. Proprio in ossequio al digiuno effettivo di quaranta giorno (di domenica non si digiunava) la Quaresima fu anticipata nel rito romano al Mercoledì detto poi delle Ceneri. Il giorno conclusivo è il Mercoledì Santo. Grande segno sacramentale è la Quaresima, tempo di salvezza donata da Dio, pregustamento della grazia e della gioia pasquale, aurora che riceve la luce del sole della Pasqua...
Il vangelo dell'anno liturgico -ciclo B-
IL VANGELO SECONDO MARCO
Siamo nell'anno liturgico B e il Vangelo di riferimento è quello secondo Marco. E' il Vangelo più antico ed era destinato ai cristiani di Roma convertiti dal paganesimo, perseguitati per la loro fede Quello di Marco è il primo Vangelo fissato nello scritto. Gli evangelisti Matteo e Luca ampliano quanto egli narra brevemente (come il “racconto delle tentazioni”) e aggiungono ciò che egli omette (come i “racconti dell’infanzia di Gesù”). Il Vangelo secondo Marco si divide in due sezioni, che hanno il loro punto di arrivo e di partenza nella professione di fede di Pietro in Gesù: «Tu sei il Cristo!» (Mc 8,29). La prima sezione (capitoli 1,1 – 8,29) presenta i molti miracoli compiuti da Gesù che suscitano la domanda stupita dei contemporanei: «Chi è costui?». Ma non è dai miracoli che emerge la vera identità di Gesù, bensì dal suo cammino di obbedienza al Padre verso la croce. Nella seconda sezione (capitoli 8,30–16,20) vengono indicate le esigenze che comporta il seguire Gesù: “rinnegare se stessi”, “scegliere l’ultimo posto”, “essere il servo di tutti”, “prendere la croce”. I capitoli 15–16 contengono i racconti della passione e della risurrezione. Gesù va riconosciuto come “Cristo” e “Figlio di Dio” non nella straordinarietà dei miracoli, ma nell'umiliazione della morte sulla croce, come testimonia il centurione pagano: «Davvero costui era Figlio di Dio» (Mc 15,39). Per questo Gesù proibisce di divulgare i miracoli: l’attenzione va rivolta solo alla croce. Gesù non ha ceduto alla tentazione del messianismo trionfalistico dei suoi connazionali, ma ha scelto il messianismo umile e sofferente della croce. Marco, che è stato compagno di san Paolo (cfr. At 13,5-13) e discepolo di san Pietro (cfr. 1Pt 5,13), scrive il Vangelo tra il 65 e il 70 d.C. È lui a coniare il termine “vangelo” (in greco euanghélion: “buona [eu] notizia [anghélion]”). Per Marco la “buona notizia” è Gesù stesso.
don Primo Gironi, ssp, biblista
L'angolo del libro
Questo angolo vuol essere per i nostri lettori una semplice guida per la scelta di un libro storico e/o religioso da leggere, per periodo febbraio/marzo ci permettiamo di suggerire la lettura del seguente del seguente testo:



di Brunetto Salvarani
La crisi delle chiese cristiane è un problema solo interno alle comunità religiose? Le chiese cristiane sono in crisi soprattutto nei paesi europei. Sociologi e teologi dichiarano apertamente di una fuoriuscita del cristianesimo dalla cultura occidentale. Cosa resterà della chiesa in crisi di oggi? Il testo di Salvarani analizza varie situazioni: dal praticante permanente al praticante nomade, il rapporto con il pluralismo religioso ed una nuova visione di Gesù. Insomma la visione cristiana va ripensata, se non si vuole rischiare la scomparsa totale.
Clicca sul titolo per visualizzare la copertina
Monumenti Illustri
CASTEL DELL'OVO
Il Castrum Ovi, ovvero il Castel dell'Ovo è il più antico maniero della città di Napoli. Venne fortificato sia da Costanza d'Altavilla che da Federico II, il quale eresse Torre di Colleville, Torre di Mezzo e Torre Maestra. Fu usato sia come Reggia che come prigione di Stato. Nel 1370 fu ulteriormente fortificato dalla regina Giovanna I. Fu residenza di Alfonso V D'Aragona, dai viceré spagnoli e dai Borboni. Dal XVIII secolo non fu più sede dei reali e fu adibito ad avamposto militare. Dopo l'Unità d'Italia rimase in abbandono fino al restauro effettuato nel 1975. Oggi è visitabile ed è sede di manifestazioni, convegni e mostre di ogni genere.
Personaggi illustri
SANT'ALBERICO CRESCITELLI
Nato ad Altavilla Irpina (AV) nel 1863,  Alberico Crescitelli  a 17 anni entra nel seminario dei Santi Pietro e Paolo per le missioni estere. Nel 1887, prima di partire per la Cina, si prodiga di aiutare i suoi concittadini, vittime di una epidemia di colera. Successivamente, dopo un viaggio avventuroso, raggiunge la Cina e si stabilisce sulle rive del fiume Han. Soccorre molte persone e suscita molte vocazioni. Nel 1900 scoppia la tempesta contro gli occidentali e quindi contro i missionari. Padre Alberico viene accusato di malversazione e quindi catturato e ucciso. Viene proclamato santo nell'anno 2000.
Commemorazione della figura di Don Lorenzo Milani in occasione del centenario della nascita
Ci sono persone delle quali è obbligatorio occuparsi. Una di queste è   Don Lorenzo Milani, della sua scuola di Barbiana e del suo libro. "Lettera a una professoressa" che nel lontano 1967 ha costretto la scuola italiana a riflettere sulle sue mancanze.  Don Milani contrapponeva la formazione scolastica dei figli di operai e contadini a quella dei figli dei padroni.  I cattolici celebrano il centenario della sua nascita a partire proprio da Barbiana, una piccola e isolata parrocchia di montagna con poche case sparse nel bosco. Don Milani vi arrivò nell'autunno del 1954, lì trasferito dalla curia di Firenze. In quel luogo senza strade, acqua, luce e scuola, il giovane parroco cominciò proprio dalla scuola dove raccolse i figli dei contadini e dei pastori che erano andati poco o niente alle scuole elementari e medie.. Fu una scuola dura, a tempo pieno. Don Milani accompagnava i suoi alunni alla conoscenza e al dominio delle parole poichè: "se il padrone conosce 1000 parole e tu ne conosci solo 100 sei destinato ad essere sempre servo". Quando erano pronti i ragazzi fra 12 e  16 anni, sostenevano gli esami nella scuola pubblica e proprio la bocciatura di due di loro stimolò la "lettera" indirizzata alla professoressa che li aveva respinti. Le riflessioni acute, l'anelito alla giustizia sociale che vi si leggono sono state suggerite dallo stesso Don Milani. La stesura del libro fu ultimata al suo capezzale con i ragazzi che gli portavano i brani da discutere. A differenza di quanto si può pensare, don Milani restò sempre fedele e obbediente alla  Chiesa e non mise mai in discussione i precetti. Le sue battaglie pubbliche contenevano sempre un messaggio di rinnovamento sociale. Il priore di Barbiana morì a 44 anni nel 1967 per un linfoma che lo straziava da anni. Lasciò ai suoi ragazzi il compito di terminare la missione da lui iniziata.
Cammino Sinodale
Lo stile sinodale, come ogni altro stile, non è costituito da procedure codificate da applicare nei vari contesti comunitari o ambientali. È un insieme di cultura, di spirito, di teologico; è una disposizione comportamentale che tende a vivere e operare nello spirito del Vangelo. La fraternità battesimale, la comunione eucaristica, la collaborazione caritativa, la corresponsabilità leale e saggia ne sono i robusti capisaldi. Non esiste una formula infallibile della sinodalità, ciò che serve è il senso della Chiesa.  Le forme principali di stile sinodale per tutti sono tre: l'accoglienza, la convivialità, il dialogo. La diocesi, la parrocchia, la curia sono chiamate a praticare apertura piena della mente e del cuore.  Esse ricordano a ogni cristiano il gesto di accoglienza avvenuto all'inizio della loro vita, il gesto di accoglienza della Chiesa. Quel gesto caratterizza la loro esperienza di discepoli di Cristo e membri della Chiesa. Il cristianesimo è una religione conviviale: si pensa, si decide e si progetta tutti insieme. Il dialogo fra i cristiani deve essere rispettoso e costruttivo evitando che una opinione prevalga sulle altre. Si dovrà sempre trovare il modo di legare le varie opinioni alla luce dell'unico giudizio sul mondo che Dio ha pronunciato nella vicenda del Crocifisso.
         
Parrocchia San Nicola di Bari Torelli di Mercogliano (AV) Diocesi di Avellino C.F. 92105810649
Parrocchia San Nicola di Bari Torelli di Mercogliano (AV) Diocesi di Avellino C.F. 92105810649
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