Triduo Pasquale - Sito Ufficiale Parrocchia San Nicola Torelli di Mercogliano

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SETTIMANA SANTA

Nella Settimana Santa si celebrano i misteri di salvezza compiuti da Cristo negli ultimi giorni della sua vita, a cominciare dal suo ingresso messianico nella città di Gerusalemme. La settimana ha inizio con la Domenica delle Palme e della Passione del Signore, che unisce insieme il trionfo di Cristo – acclamato come Messia dagli abitanti di Gerusalemme e oggi nel rito della processione delle palme dai cristiani – e l’annunzio della passione con la proclamazione del racconto evangelico nella Messa. I rami di ulivo non sono un talismano né un semplice oggetto benedetto, ma il segno della partecipazione gioiosa al rito processionale, espressione della fede della Chiesa a Cristo, Messia e Signore che va incontro alla morte per la salvezza di tutti gli uomini. La domenica ha quindi un duplice carattere, di gloria e di sofferenza, quello proprio del mistero pasquale. I giorni fino al Giovedì Santo appartengono al tempo quaresimale, ma sono caratterizzati dagli ultimi eventi della vita del Signore, con esclusione di altre celebrazioni. Al mattino del giovedì viene celebrata dal Vescovo nella sua cattedrale, assieme al suo presbiterio, la Messa crismale, nella quale si benedicono gli oli che saranno usati anche nella veglia pasquale. È auspicabile che il tempo quaresimale venga concluso con la celebrazione comunitaria della penitenza. L’importanza e la particolare ricchezza delle celebrazioni della Settimana Santa esigono che i fedeli vi partecipino con particolare fede e amore, dando ad esse la preferenza assoluta rispetto alle altre devozioni. La Settimana Santa ha per scopo la venerazione della passione di Cristo dal suo ingresso messianico in Gerusalemme. Al mattino del giovedì della Settimana Santa, il Vescovo, concelebrando la Messa con il suo presbiterio, benedice gli oli santi e fa il sacro crisma. I colori liturgici di questo tempo sono il rosso della Domenica delle Palme; il viola nel lunedì, martedì, mercoledì; il bianco nella Messa crismale del Giovedì Santo.
       
 


TRIDUO PASQUALE

I grandi misteri della nostra redenzione sono celebrati nella messa vespertina del giovedì santo "nella cena del Signore”, fino ai vespri della domenica di risurrezione. Questo spazio di tempo è chiamato ”Triduo Pasquale” perché con la sua celebrazione si rende presente e si partecipa al passaggio del Signore da questo mondo al Padre. Triduo pasquale significa non tre giorni di preparazione alla Pasqua, ma equivale a Pasqua celebrata in tre giorni, la Pasqua nella sua totalità, quale passaggio dalla passione e morte alla sepoltura, fino alla risurrezione. Il giovedì santo apre il triduo pasquale con l’Eucaristia della sera, così come la cena del Signore segnò l’inizio della sua Passione. Mentre Gesù si avvia alla donazione della sua vita, offerta in sacrificio espiatorio per la salvezza del mondo, ne stabilisce la mediazione oggettiva nel rito conviviale della nuova alleanza, e rivela la sua immensa carità che sta alla base della sua passione e morte. L’Eucaristia, simbolo e sorgente di carità, suggerisce una risposta d’amore riconoscente, mediante l’adorazione del SS.mo Sacramento (riposto in una cappella e presentato all’adorazione) fino alla mezzanotte , quando subentrerà la memoria della passione e della morte. Il venerdì santo è il giorno della passione e morte del Signore e del digiuno pasquale quale segno esteriore della nostra partecipazione al suo sacrificio. Il digiuno esclude l’eucaristia e perciò il venerdì è aliturgico, senza eucaristia. Ma abbiamo un’azione liturgica pomeridiana per commemorare la passione e morte di Cristo. Cristo appare come il servo di Dio, predetto dai profeti, l’agnello che si sacrifica per la salvezza di tutti. La croce è l’elemento che domina tutta la celebrazione: illuminata dai raggi della risurrezione, si presenta come trono di gloria e strumento di vittoria; perciò è proposta all’adorazione dei fedeli. Il venerdì santo non è giorno di pianto né di lutto, ma di amorosa e gioiosa, pur contenuta, contemplazione del sacrificio redentore da cui è scaturita la salvezza. Cristo non è vinto ma vincitore, un sacerdote che consuma la sua offerta che libera e concilia: di qui la gioia. Il sabato santo è il giorno della sepoltura di Gesù e della sua discesa agli inferi, cioè del suo estremo abbassamento per liberare coloro che dimoravano nel regno della morte. Questo è il giorno aliturgico per eccellenza. Giorno di lutto e di pianto, di sosta silenziosa presso il sepolcro: l’altare è spoglio, la luce è spenta. Ma si respira un’aria di fervida attesa, piena di pace e carica di speranza. La Veglia pasquale è la grande e santissima notte dell’anno, la celebrazione più antica, più importante e ricca di contenuto. Non si veglia perché Cristo è risorto di notte o per aspettare la risurrezione, ma per dimostrare che viviamo in attesa, nella vigilanza e nella speranza, della venuta del Signore, che si compia il nuovo e definitivo passaggio con lui. Al centro dei riti iniziali si trova il cero, simbolo di Cristo risorto; alla sua luce si ascolta poi la lettura della parola di Dio in cui è rievocata la storia salvifica della creazione fino alla risurrezione ed esaltazione di Cristo; segue la prima partecipazione alla Pasqua mediante il Battesimo o la rinnovazione degli impegni battesimali con la professione di fede; infine l’Eucaristia, convito della nuova alleanza, in cui Cristo, agnello pasquale fattosi cibo, distrugge la morte e ci dona la sua vita. Il Triduo pasquale ha inizio dalla Messa nella cena del Signore, ha il suo fulcro nella veglia pasquale e termina con i Vespri della domenica di Risurrezione. Il venerdì della passione del Signore è giorno di digiuno e di astinenza. Nel pomeriggio del venerdì santo si celebra la passione del Signore. La veglia pasquale si svolge di notte: deve cominciare dopo l’inizio della notte e terminare prima dell’alba della domenica. I colori liturgici sono il bianco per il giovedì santo e la veglia pasquale, il rosso per il venerdì santo.
   
Parrocchia San Nicola di Bari Torelli di Mercogliano (AV) Diocesi di Avellino C.F. 92105810649
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