Lectio divina - Sito Ufficiale Parrocchia San Nicola Torelli di Mercogliano

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LECTIO DIVINA

La Lectio Divina è un modo di leggere la Scrittura che risale ai primi tempi del Cristianesimo. E’ l’occasione di sentire Dio e di fare la Sua volontà. Durante la lectio divina il credente legge le Scritture nella convinzione che Dio voglia istruirlo attraverso di esse. È un modo di pregare che il credente può attuare anche nel quotidiano, e si suddivide in lettura del passo (lectio), riflessione su di esso (meditatio), preghiera (oratio), contemplazione estetica (contemplatio) e comprensione di ciò che "è bello" (consolatio), "bene" (discretio) e "giusto" (deliberatio). A ciò segue l'azione (actio), la messa in pratica di ciò che il credente ha "imparato". Secondo la Chiesa cattolica, è proprio la lectio divina ciò che i credenti domandano nel Padre nostro, quando dicono: “sia fatta la tua volontà, come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro Pane quotidiano”. La prima Lectio Divina della storia di cui si abbia testimonianza sarebbe stata impartita da Gesù stesso ai discepoli di Emmaus. A essi infatti Gesù, dopo la resurrezione, avrebbe spiegato le profezie che si riferivano a Lui stesso e che erano scritte nell'Antico Testamento. Seguendo l'esempio di Gesù, i primi cristiani iniziarono a rileggere con cura e amore i libri del popolo di Israele, cogliendone le profezie messianiche e le allegorie cristologiche ed ecclesiologiche (cioè i simboli e i temi che potevano spiegare meglio il mistero della Chiesa e di Cristo nella Chiesa). Esempi di queste profezie rilette e interpretate dai primi cristiani li troviamo nei vangeli stessi e nelle lettere degli apostoli.

LE FASI DELLA LECTIO DIVINA
lectio
Consiste in una ripetuta lettura di un passo della Scrittura al fine di comprendere il senso che l’autore originario intendeva comunicare ai suoi lettori o ascoltatori. Nella Lectio cerchiamo di capire il brano nel suo contesto originale storico, geografico, culturale. Qual era lo scopo religioso che il suo autore aveva in mente? Quando scrisse? Dove? In quali circostanze? Come è stato ricevuto questo messaggio dai destinatari originari? Cruciale per la Lectio è l’elemento religioso. Esso trascende infatti le circoscritte condizioni originarie nelle quali il testo ha visto la luce ed ha perciò una validità universale e durevole. La rilettura continuata può aiutarci a comprendere questo elemento religioso. Inoltre, tale rilettura ci può aiutare a collocare questo elemento nel contesto di tutta la Bibbia.
Meditatio
Consiste in una riflessione sullo scopo ultimo del testo, l’elemento religioso originario dell’autore umano e divino. La meditazione è l’attualizzazione del testo entro l’orizzonte della nostra vita e realtà, sia personale che di comunità. Il brano è stato scritto per noi, perciò deve parlare a noi. Con la lettura abbiamo colto il significato del testo che è ambientato in un tempo e in situazioni diverse dalle nostre, ma la fede ci dice cha ha qualcosa da dire a noi oggi. Nella Parola esiste un valore permanente che produce oggi la medesima conversione che operò in quel tempo. E’ importante porsi delle domande: che cosa dice il messaggio di questo testo per la mia, nostra situazione? Che cambiamento suggerisce a me, a noi, che vivo, viviamo questa realtà? Che cosa intende far crescere in me, in noi?
oratio
Nella meditatio si chiarisce sempre più ciò che Dio, presente nella Parola, chiede a me, a noi. E quando questo è ben evidente appaiono anche chiaramente la nostra incapacità e la nostra povertà. E’ il momento dell’invocazione, della preghiera. Fino a questo grado era Dio che parlava attraverso la lettura e la meditazione. E’ giunto il momento di dare la nostra risposta e di esprimere davanti a Dio la reazione che la Parola ascoltata e meditata suscita in noi. Anche se tutto deve essere permeato di preghiera , all’interno della dinamica della Lectio Divina c’è un momento speciale proprio per la preghiera. L’Oratio risponde alla domanda: “Che cosa mi fa dire il testo, che cosa ci fa dire, a Dio?”. L’atteggiamento di preghiera di fronte alla Parola di Dio deve essere come quello di Maria che risponde: “Si faccia di me secondo la tua Parola”.
conteplatio
La contemplazione è l’ultimo grado della Lectio Divina. Ne costituisce il punto di arrivo. Tuttavia, ogni volta che si giunge all’ultimo grado, questo diventa la base per un nuovo inizio. E così, attraverso un processo sempre rinnovato di lettura, meditazione, preghiera e contemplazione, cresciamo nella comprensione del senso e della forza della Parola di Dio. Con la contemplazione si comincia ad avere uno nuovo sguardo per osservare e valorizzare la vita, gli avvenimenti, la storia. E’ lo sguardo di Dio sul mondo che in questo modo si comunica e si diffonde. La contemplazione è l’atteggiamento di chi si immerge negli avvenimenti propri, della comunità e del mondo per scoprire e gustare in essi la presenza attiva e creativa della Parola di Dio, e oltre a ciò, si sforza di impegnarsi nel processo di trasformazione che questa Parola sta provocando all’interno della storia. La contemplazione non solo medita il messaggio, ma anche lo realizza, non solo ascolta, ma mette in pratica
collatio
Nella prassi comunitaria della lectio divina un “tempo” importante è quello della collatio, che significa condivisione, compartecipazione, messa in comune delle reazioni personali alla parola di Dio appena ascoltata e meditata. La collatio risponde all’esigenza, oggi molto viva, del coinvolgimento personale; suo fine è la reciproca fraterna educazione alla fede; l’esperienza attesta che essa dà luogo, non di rado, al comporsi di comunità spirituali. Scrive Sant’Atanasio: “le Sacre Scritture bastano per il nostro ammaestramento, ma è bene che ci esortiamo reciprocamente alla fede e che ci edifichiamo con le parole”. La collatio accresce le nostre conoscenze; infatti con le domande che vengono poste viene escluso il dubbio, e mediante le obiezioni (chiarificate) viene dimostrata la verità spesso nascosta
Actio
A queste tappe i maestri spirituali odierni aggiungono anche l'actio (azione), ossia un proponimento operativo conseguente a quanto si è meditato nella parola, un'azione nel mondo ispirata dalla Scrittura.

Il 16 settembre 2005, Papa Benedetto XVI ha rilanciato la lectio divina in commemorazione dei 40 anni della pubblicazione della costituzione del Concilio Vaticano II Dei Verbum sulla Rivelazione: “In questo contesto, vorrei soprattutto evocare e raccomandare l'antica tradizione della Lectio divina: l'assidua lettura della Sacra Scrittura accompagnata dalla preghiera realizza quell'intimo colloquio in cui, leggendo, si ascolta Dio che parla e, pregando, Gli si risponde con fiduciosa apertura del cuore. Questa prassi, se efficacemente promossa, recherà alla Chiesa - ne sono convinto - una nuova primavera spirituale.”
Parrocchia San Nicola di Bari Torelli di Mercogliano (AV) Diocesi di Avellino C.F. 92105810649
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