Sito Ufficiale Parrocchia San Nicola Torelli di Mercogliano

Parrocchia San Nicola di BariTorelli di MercoglianoDiocesi di Avellino

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Parrocchia San Nicola di Bari
Torelli di Mercogliano
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Carissimi amici benvenuti, il sito vuole essere un’occasione di conoscenza della vita e delle attività della nostra Parrocchia che è situata a Torelli, una frazione del Comune di Mercogliano situato in Provincia di Avellino. Vorremmo anche essere nel nostro piccolo, una finestra aperta sul mondo e contribuire a far conoscere qualcosa del nostro paese che come tutte le realtà della nostra Campania vive certo situazioni difficili, ma è anche ricca di umanità e notevoli potenzialità. Speriamo di poter con questo mezzo contribuire alla reciproca conoscenza ed alla diffusione del Vangelo che è la nostra prima speranza.
Il Parroco
Don Modestino Limone
Uniti nella preghiera ce la faremo
A Torelli sono le ore
Box informazioni
box foto
Box Azione Cattolica
Notiziario e avvisi
Con soddisfazione comunichiamo che Domenica 12 aprile alle ore 10:00 per la Santa Pasqua ci sarà la diretta della Santa Messa sulla nostra pagina facebook (Parrocchia San Nicola Torelli di Mercogliano). Ricordiamo a tutti che è severamente vietato celebrare messa in pubblico è una messa personale del nostro parroco dove ci sarà solo il personale che permetterà la diretta e un cantore. E' inutile avventurarsi a venire in chiesa; per evitare spiacevoli episodi la chiesa sarà chiusa. E' la prima diretta che facciamo ci perdonerete se non sarà tutto perfetto...grazie.

In questo periodo di smarrimento, ma con responsabilità e obbedienza, ci atteniamo a quanto deciso dalla CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA.
Uniamoci nella preghiera personale affinché il Signore ascolti il nostro grido di aiuto.

Il foglietto della Santa Messa
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09 aprile 2020 -Santa Messa in Coena Domini- anno A
L’istituzione dell’Eucaristia come rito memoriale della «nuova ed eterna alleanza» è certamente l’aspetto più evidente della celebrazione odierna che del resto giustifica la sua solennità proprio con un richiamo «storico» e figurativo dell’avvenimento compiuto nell’ultima cena. Ma è lo stesso messale romano che invita a meditare su altri due aspetti dei mistero di questo giorno: l’istituzione del sacerdozio ministeriale e il servizio fraterno della carità. E’ significativo il fatto che Giovanni, nel riferire le ultime ore di Gesù con i suoi discepoli e nel raccogliere nei «discorsi dell’ultima cena» i temi fondamentali del suo vangelo, non riferisca i gesti rituali sui pane e sul vino come gli altri evangelisti: eppure era questo un dato antichissimo della tradizione, riportato in una forma ben definita dal primo documento che ne parla, la lettera di Paolo ai Corinzi (prima lettura). Giovanni richiama l’attenzione sul gesto di Gesù che lava i piedi ai suoi e lascia, come suo testamento di parola e di esempio, di fare altrettanto tra i fratelli. Non comanda di ripetere un rito, ma di fare come lui, cioè di rifare in ogni tempo e in ogni comunità gesti di servizio vicendevole
Devozione del mese di aprile
Il mese di aprile è dedicato all'Eucarestia e al Divino Spirito Santo. Quasi sempre il giorno di Pasqua cade in aprile, per cui l'Eucarestia è il centro della vita della Chiesa. E' il sacrificio di Cristo sull'altare nella celebrazione della Santa Messa. E' la più grande prova d'amore di Gesù nei nostri confronti. "Dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine"(Gv 13,1). Gesù  inoltre dettò a Santa Faustina Kowalska la coroncina della Divina Misericordia nel 1935, promettendo che chi avrebbe recitato questa preghiera sarebbe morto in grazia di Dio.
Periodo dell'anno liturgico
TRIDUO PASQUALE
I grandi misteri della nostra redenzione sono celebrati nella messa vespertina del giovedì santo "nella cena del Signore”, fino ai vespri della domenica di risurrezione. Questo spazio di tempo è chiamato ”Triduo Pasquale” perché con la sua celebrazione si rende presente e si partecipa al passaggio del Signore da questo mondo al Padre. Triduo pasquale significa non tre giorni di preparazione alla Pasqua, ma equivale a Pasqua celebrata in tre giorni, la Pasqua nella sua totalità, quale passaggio dalla passione e morte alla sepoltura, fino alla risurrezione. Il giovedì santo apre il triduo pasquale con l’Eucaristia della sera, così come la cena del Signore segnò l’inizio della sua Passione. Il venerdì santo è il giorno della passione e morte del Signore e del digiuno pasquale quale segno esteriore della nostra partecipazione al suo sacrificio. Il digiuno esclude l’eucaristia e perciò il venerdì è aliturgico, senza eucaristia. La Veglia pasquale è la grande e santissima notte dell’anno, la celebrazione più antica, più importante e ricca di contenuto. Non si veglia perché Cristo è risorto di notte o per aspettare la risurrezione, ma per dimostrare che viviamo in attesa, nella vigilanza e nella speranza, della venuta del Signore, che si compia il nuovo e definitivo passaggio con lui. Al centro dei riti iniziali si trova il cero, simbolo di Cristo risorto; alla sua luce si ascolta poi la lettura della parola di Dio in cui è rievocata la storia salvifica della creazione fino alla risurrezione ed esaltazione di Cristo; segue la prima partecipazione alla Pasqua mediante il Battesimo o la rinnovazione degli impegni battesimali con la professione di fede; infine l’Eucaristia, convito della nuova alleanza, in cui Cristo, agnello pasquale fattosi cibo, distrugge la morte e ci dona la sua vita.

Il vangelo dell'anno liturgico -ciclo A-
Il Vangelo di Matteo è il primo vangelo scritto in lingua ebraica tra gli anni 80 e 100 ed essendo Matteo intriso di cultura ellenistica ed esattore delle tasse, ne consegue uno stile solenne quasi liturgico anche se Matteo predilige racconti essenziali. Il Vangelo di Matteo si compone di 7 parti distinte tra loro. Il nucleo centrale è formato da 5 discorsi, ognuno dei quali è separato dagli altri. Il Vangelo di Matteo è strutturato come una cattedrale a 5 navate (i 5 discorsi) con un atrio (infanzia) e un'abside (morte e resurrezione). In merito a ciò la suddivisione del Vangelo di Matteo è la seguente. Dopo la presentazione dell'origine e del destino di Gesù, si ha la proclamazione del regno dei cieli in parole e in opere e quindi la rivelazione di Gesù. Matteo ragruppa l'insegnamento orale di Gesù in 5 grandi discorsi: quello della montagna, quello missionario, delle parabole, sulla chiesa, sulla venuta finale. I miracoli sono ragruppati in due capitoli. La nuova giustizia consiste nel vivere da figli del Padre e compiere la sua volontà nell'amore fraterno. Tutti i discepoli sono impegnati al massimo affinchè la venuta gloriosa del Figlio dell'uomo ponendo termine alla storia umana, la sottoporrà a severo giudizio. Il Vangelo di Matteo non viene letto sempre in forma continua, la quale riprenderà dalla terza domenica dell'anno e proseguirà, dopo le interruzioni della Pentecoste, fino alla festa dio Cristo Re.
Pillole di letteratura italiana
LA LAUDA
La letteratura religiosa può essere a buon diritto definita l'introduzione della letteratura italiana e infatti i primi componimenti letterari trattavano argomentazioni religiose. Il genere venne denominato lauda, cioè un componimento in lode di Dio e dei Santi. Il testo è composto in volgare del XIII Secolo, ma non mancano influssi francesi e qualche latinismo. Il volgare era la lingua parlata dal popolo (vulgus) e quindi l'opera era diretta a tutto il  popolo dei credenti oltre che dei sapienti. La più famosa lauda è il Cantico di Frate Sole scritta da S.Francesco d'Assisi poco prima di morire. Nella prima parte l'autore, dopo l'inno di lode al Signore, elenca gli elementi  fondamentali del creato che ci aiutano a vivere. Nella seconda parte parla dell'uomo e della sua natura mortale per cui chi muiore in grazia di Dio non deve temere l'inferno.


Pillole di letteratura epica
ENEIDE
L'Eneide, composta da Publio Virgilio Marone tra il 29 e il 19 a.C., è un poema in esametri di 12 libri (capitoli) ove si narrano le peregrinazioni di Enea, valoroso e generoso troiano, discendente dalla dea Venere.  Virgilio scrive l'opera dietro sollecitazioni dell'imperatore Augusto di cui celebra la nobiltà della sua discendenza legandola alla figura di Enea, reduce dalla caduta della città di Troia e padre fondatore della città di Roma. Virgilio pone in risalto non tanto le virtù di combattente di Enea, ma quella di uomo del dovere, della responsabilità, del sacrificio, del rispetto e dell'amore per la famiglia, degli dei, insomma il suo specchio. Molto partecipata è la tragedia vissuta dalla regina Didone per essere ststa abbandonata da Enea proiettato a destini più gloriosi. Virgilio è commosso dalla grandezza di Roma e dal suo ineluttabile destino quale potenza dominatrice del mondo allora conosciuto.
L'angolo del libro

Questo angolo vuol essere per i nostri lettori una semplice guida per la scelta di un libro storico e/o religioso da leggere, Per i prossimi 15 giorni ci permettiamo suggerire la lettura deL seguente testo

Continuazione del ciclo l'Amica geniale, si tratterà del rapporto tra Lila ed Elena diviso tra amore e odio. Hanno sedici anni, Lila si è sposata, ma nell'assumere il cognome del marito, ha l'impressione di aver smarrito se stessa. Elena è una studentessa modello e non si sente più a suo agio sia dentro che fuori del rione.

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Pillole di letteratura latina cristiana
SANT'ISIDORO DI SIVIGLIA
Nato a Cartagena nel 560 da illustre famiglia sia per censo che per religiosità, infatti tutti e tre i suoi fratelli furono canonizzati. Isidoro venne educato alla pietà e agli studi dai fratelli Fulgenzio e Leandro al quale successe nell'incarico di arcivescovo di Siviglia. Presiedette sia il Concilio di Siviglia che il concilio di Toledo e unificò la liturgia  contro i priscillanisti. Scrisse le Etimologie, una grande opera enciclopedica sviluppata su 26 grandi argomenti. Scrisse le Differentiae,numerose biografie di personaggi biblici, un manuale di dottrina ispirato a Sant' Agostino e a San Gregorio Magno. Scrisse le Historiae dei Goti, De Viris illustribus e alcune Epistole. E' venerato come santo e dottore della Chiesa. Morì a Siviglia nel 636.
Personaggi illustri
PADRE PLACIDO MARIO TROPEANO O.S.B.
Nato a Grottolella (AV) NEL 1921, entrò in monastero nel 1934 e dopo aver completato gli studi presso l'Abbazia di Subiaco venne ordinato sacerdote nel 1946. Dal 1953 padre Placido fu bibliotecario della Biblioteca di Montevergine e ne divenne direttore nel 1956.  Curò con solerzia studi storici importanti fra cui il Codice diplomatico verginiano con raccolta di pergamene dall'anno 947. Partecipò attivamente alla sistemazione delle biblioteche annesse ai monumenti nazionali. Promosse la campagna di lettura in irpinia dal 1954 al 1965 e nel 1987 il Presidente della Repubblica conferì a padre Placido il Diploma di Benemerensa di Prima Classe per i benemeriti della cultura, della scuola e dell'arte. Nel 2006 il Comune di Mercogliano gli conferì la medaglia d'oro e la cittadinanza onoraria. Ritornò alla casa del Padre nel 2008.
Parrocchia San Nicola di Bari Torelli di Mercogliano (AV) Diocesi di Avellino C.F. 92105810649
Parrocchia San Nicola di Bari Torelli di Mercogliano (AV) Diocesi di Avellino C.F. 92105810649
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